-Tu pensi troppo e male!
Me lo dissero circa 15 anni fa, a proposito del mio vecchio modo di concepire gli studi scientifici.
E' una cosa prettamente femminile quella di pensare troppo e male e non è per niente naturale. Non è che noi femmine ce l’abbiamo nel DNA questo modo isterico di fare, l’essere ossessive, il paranoiare continuamente, la petulanteria. Forse la impariamo dalle mamme, dalle amiche di scuola che, a loro volta, l'hanno imparata da altre donne. E' una cosa che ci si attacca addosso come un virus dall'adolescenza o giù di lì e ci toglie la naturalezza, la spontaneità, ci fa dimenticare tutto quello che già sappiamo sugli uomini, sui figli, sulla cucina, sull'uncinetto e sui motori. E la maggior parte degli errori che si fanno nella vita, si fanno solo perché siamo state contagiate da questo assurdo virus che ci logora completamente a partire dalla bocca dello stomaco in giù. Diventiamo frigide perché abbiamo paura di mostrarci come siamo, diventiamo anoressiche, autoconvincendoci che lui ci vuole magre come un manico di scopa, diventiamo intellettuali, diventiamo sex-symbol, diventiamo un niqab, diventiamo esattamente ciò che gli uomini vogliono, qualsiasi cosa vogliano o meglio qualsiasi cosa noi riteniamo essi vogliano.
Costruiamo un manichino e lo facciamo vivere al posto nostro. Lo modelliamo e lo rimodelliamo di nuovo e non riusciamo mai a buttarlo via.
Ci passiamo la vita a pensare troppo e male, a costruire orribili castelli di tele mentali, che alla fine per noi - e non solo per noi - diventano realtà.
Nei rapporti con l'altro sesso non facciamo altro che vivificare continuamente tutte le nostre paure, in un'assurda e folle corsa verso l'annientamento di noi stesse, sempre accompagnate da sibili, sussurri e ossessioni che si ripetono nella mente da soli come mantra satanici: vuole dominarti, vuole solo sesso, non ti ama e non ti amerà mai, non ti chiama – lo vedi che non ti chiama? -, non ti regala i fiori, non ti dice “come sei bella”, non ti vuole veramente. E se proprio ti vuole, non fa per te.
Generalmente non sei mai abbastanza sexy, abbastanza sensuale, abbastanza grande, abbastanza giovane, abbastanza bella, abbastanza coperta, abbastanza spavalda, abbastanza timida, abbastanza pudica, abbastanza aggressiva.
Non vai bene.
Non vai mai bene.
Chissà com’é.
Iniziamo ad accorgercene da quando abbiamo circa 15 anni che la nostra vita sentimentale procede con andamento ciclico e che, anno dopo anno, rapporto dopo rapporto, ogni cosa si ripete irrevocabilmente con minime varianti.
Poi - ma solo per qualcuna - un bel giorno qualcosa si spezza. Magari è un giorno che dura tre ore, oppure sette anni, ma è un solo giorno comunque.
Forse era il non amarsi abbastanza, la paura di non farcela, quel folle essere innamorate molto più dell'amore che del proprio uomo, le cose che ci raccontavano. Chissà cos’era.
C’è questo libro meraviglioso, “Le madri non sbagliano mai”, che racconta come, nel rapporto con i figli, la “naturalità” di essere madre e di “sentirsi” cosa è giusto fare vada al di là di qualsiasi codice comportamentale e sia più consona di qualsiasi consiglio di medici, pediatri e psicologi.
Perché non dovrebbe essere lo stesso anche con il proprio uomo?
Basterebbe buttar via il manichino, non ascoltare le voci e vivere tranquille.
Dici che non siamo capaci?