La chiamiamo Uragano. Perchè è così. Quando arriva lei , è come se arrivasse un uragano.
Come molte di noi, è divorziata ed ha una bimba. Dice di essere stata educata per essere una moglie ed ora invece deve imparare da sola ad essere una che se la sbriga autonomamente. Se la sbrigherebbe bene con tutta l'energia che ha! Però pare che islamicamente una donna divorziata dovrebbe vivere della sadaqa della umma. Ehm... In attesa di un secondo marito, credo. Questo nella teoria, forse. Aiutatemi a capire, per favore, perchè io non le so queste cose.
E quindi lei, per un anno e mezzo circa o giù di lì, ha vissuto così, come in attesa.
Ma ora non ce la fa. Non ce la fa più.
Uragano-Sister ha deciso di lavorare. Non sopravvive, così. Il salario garantito non basta, ovvio. E di indossare foulard e qamis mentre lavora, ha deciso, perchè è impossibile fare le pulizie in jilbeb. E si capisce che le rimane difficile accettarlo, ma deve.
E dice, poi anche, che non sopporta più il fatto che il jilbeb sia ormai diventato non più solo un abito, ma il simbolo di un'appartenenza, non alla umma dei musulmani tout court, ma al gruppo di coloro che si autodefiniscono "salafiti".
Ma dai! Ma chi sono costoro?
I "salaf" sono morti, dice. Noi siamo solo musulmani, perchè dovremmo chiamarci in un modo diverso?
Come molte di noi, è divorziata ed ha una bimba. Dice di essere stata educata per essere una moglie ed ora invece deve imparare da sola ad essere una che se la sbriga autonomamente. Se la sbrigherebbe bene con tutta l'energia che ha! Però pare che islamicamente una donna divorziata dovrebbe vivere della sadaqa della umma. Ehm... In attesa di un secondo marito, credo. Questo nella teoria, forse. Aiutatemi a capire, per favore, perchè io non le so queste cose.
E quindi lei, per un anno e mezzo circa o giù di lì, ha vissuto così, come in attesa.
Ma ora non ce la fa. Non ce la fa più.
Uragano-Sister ha deciso di lavorare. Non sopravvive, così. Il salario garantito non basta, ovvio. E di indossare foulard e qamis mentre lavora, ha deciso, perchè è impossibile fare le pulizie in jilbeb. E si capisce che le rimane difficile accettarlo, ma deve.
E dice, poi anche, che non sopporta più il fatto che il jilbeb sia ormai diventato non più solo un abito, ma il simbolo di un'appartenenza, non alla umma dei musulmani tout court, ma al gruppo di coloro che si autodefiniscono "salafiti".
Ma dai! Ma chi sono costoro?
I "salaf" sono morti, dice. Noi siamo solo musulmani, perchè dovremmo chiamarci in un modo diverso?







