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venerdì, 15 agosto 2008

arcimboldo[1]Da più parti mi si chiede cosa ci trovo di così interessante negli attacchi apparentemente gratuiti di una kafira nei confronti della comunità islamica e si ipotizza una semplice manifestazione di grande amicizia, come se io fossi solita dimostrare l'amicizia dando ragione alla gente quando dice boiate.
Probabilmente sono anni che mi arrampico sugli specchi per modellare l'islam che mi circonda appiccicandogli addosso un senso critico, una carica speculativa, una voglia di interrogarsi.
Ci ho provato, riprovato e strariprovato, però ad un certo punto ho proprio perso la pazienza, perchè non si può fare comunella sulla sorellanza, come fossimo un gruppo di fans del club dei Tokyo Hotel.
Insomma, pensavo fossimo tenute a "fare l'islam italiano", noi, nel nostro piccolo. Pensavo fossimo tenute a dare alle sorelle e ai non-musulmani un quadro oggettivo e critico della situazione, un approccio intelligente. Credevo dovessimo fare ricerca e mai proselitismo sul nulla. Ero sicura che, come me, tutte le sorelle avessero un gran bisogno di riflettere sul cos'è essere musulmana oggi e su come si può e si deve interagire con il resto del mondo. Su quante e quali possibilità abbiamo di sopravvivere a prescindere da una intelaiatura di sottofondo e con quali modalità.
Invece, col tempo, mi sono dovuta convincere che questo tipo di ricerca interessa solo me. Mi son detta va be', pazienza. Mi faccio il blog intimista e scrivo post sulle mie zucchine, i miei pomodori e i miei cavoli.
Non è mica la fine del mondo. Ma è evidente che ciò non è possibile. La lingua batte dove il dente duole e pare andassi un po' come "riconvertita". Chissà perchè.
Guardate che pure io ho fatto di tutto per mettermi il cervello sott'aceto, in attesa dell'arrivo di qualche sapiente che mi venisse a disvelare cosa dovevo fare e come lo dovevo fare qua e ora. Ma un sapiente c'ha la vita sua, il suo contorno sociale, il suo status e non ha la più pallida idea di come si può vivere islamicamente la vita mia.
Ci stavo pensando qualche giorno fa a come mi sono "scoperta" musulmana, ad un certo punto, a com'ero musulmana quando non ero ancora "convertita". Poi mi hanno detto: ora basta pensare, scervellarsi, riflettere. Metti il cervello sott'aceto e d'ora in poi c'è un libretto delle istruzioni qua, nella tasca. E, per me, quello fu "convertirmi". Probabilmente non mi sono mai convertita abbastanza, perchè ho sempre dato spiegazioni, scientifiche o esoteriche, a tutto ciò che facevo. E non ho mai smesso di confrontare il libretto delle istruzioni con la vita stessa, dovessi perdere la bussola tra le righe che si accavallano, non si sa mai.
Lo fa in un modo irritante e a volte anche aggressivo, ma dal punto in cui si trova, dentro o fuori non m'interessa, tenta di dire sull'islam delle cose che mi ricordano perchè sono musulmana e perchè ha senso continuare ad esprimerlo.
E riflettere su ciò che dice non costa nulla, almeno a me.

postato da: ksakinah alle ore 06:34 | Link | commenti (2)
Commenti
#1   19 Agosto 2008 - 17:00
 
Davvero intendi mantenere i commenti degli anonimi contro Dacia? Ti sembra normale?
Mariam da Livorno
utente anonimo

#2   19 Agosto 2008 - 19:44
 
Ma certo che no, cara!
Hai assolutamente ragione.
Anzi, sai che è, censura totale.
Mi conosci, no? Sai bene che non amo giocare a rigirare le frittatine di qua e di là.
Salam alaykum, mia cara sorella.
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categoria:intimerie, pippa e la rivoluzione