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Blogger: ksakinah
Ksakinah e cioè Khadi Sakinah, quella di an-nisa, che non ha ritrovato la funzione di Splinder per aprire due blog con lo stesso account. (...L'avranno mica tolta!?)

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lunedì, 03 dicembre 2007

Io non sto con lo shaikh

-         Ma quella Khadi o come si chiama lei, quella di an-nisa,si sarà bevuta il cervello.
-         Ma sì, se n’è andata all’aceto, ormai, e non ce la recuperiamo più!
-         Si sente Ummagumma (ma si può? Ummagumma proprio… ma si è rincretinita?)
-         E si schiera contro Lo Shaikh-hafizahullah.
-         Ma come si permette, lei, che non è degna nemmeno di nominarlo. Astagfirullah! Ma sarà che si sta grandiosamente inkafirando, sennò come te la spieghi tu?
-         Già, inkafirando… Sì, sicuramente!
 
Già, inkafirando… Certo, se il kafir è quello che non segue le regole del clan, quello che te la canta così com’è, quello che si libera dal giogo dei “formalismi di setta” e non si ferma a quello che gli dicono di credere, ma ci ragiona sulle cose e crede solo per ispirazione e mai per sentito dire…
Beh, pensavo fosse il musulmano quello. Così, mi pareva d’aver capito.
La mia Via è quella e credevo fosse islamica: ero io a sbagliarmi? Sarà, ma io continuo per la mia strada, voi fate un po’ come vi pare e se vi pare.
Ma ricominciamo da capo, ché forse è meglio.
Una delle tante meravigliose caratteristiche dell’islam che da subito mi hanno folgorata e rapita era quell’esaustivo senso di giustizia che nessun’altra religione avrebbe mai potuto darmi.
Perché l’islam è l’unica religione che ti permette di odiare gli oppressori.
Ah! Che liberazione! Odiare chi schiavizza, chi sfrutta, chi schiaccia, chi ti costringe a svermare, chi ti calpesta…
Non è una cosa da poco, se ci pensate.
A parte l’islam, non ci sono religioni che ti permettono di ribellarti ai potenti perché è giusto così, che ti incitano a batterti, uccidere e morire affinché sia fatta giustizia, che ti permettono di incitare il popolo ad insorgere per capovolgere il sistema e ristabilire – politicamente – un sistema più equo in cui i ricchi e i poveri, gli schiavi e i padroni sono uguali e in cui gli uomini valgono di più o di meno solo in base alle proprie virtù e non in base a quante società operative e finanziarie manipolano o partecipano a manipolare.
Sì. L’islam ti permette di rivoluzionare il mondo, anzi te lo ordina, addirittura.
 
Se, comunque vadano le cose, ti senti sempre dalla parte dei deboli, degli oppressi, degli schiavi, degli sfruttati e dei poveracci, non puoi essere cattolico, buddista, induista o testimone di Geova, a meno che tu non creda che per accedere al paradiso l’unico modo sia quello di sopportare, soffrire e crepare sotto il giogo dei potenti e stare al tuo posto, così in paradiso – o nell’altra vita – sarai ricco e avrai tanti schiavi da sfruttare e schiacciare e calpestare e sbudellare, se ti va. Se pensi che il paradiso o l’altra vita debbano necessariamente essere migliori di così e se credi che potrai accedervi solo se avrai contribuito a migliorare questa vita qui, allora farai un bel po’ di fatica ad adattare i tuoi bollenti spiriti ad un credo religioso. Uno qualsiasi, dico.
Ma come si fa? Zitto e mosca e, dichiarandoti pacifista, finanzierai le bombe che uccidono i bambini iracheni e quelli afgani, andrai ad insanguinare il Libano e, quando ti parleranno di Nassirya, penserai ad un pungo di uomini grandi e grossi e nel fiore degli anni morti ingiustamente e non alle migliaia di uomini grandi e grossi e nel fiore degli anni, alle migliaia di bambini dalle diecimila vite possibili e già stroncate, alle migliaia di donne col mitra in mano, eppure indifese, ai vecchietti terrorizzati o rassegnati a quelli senza un braccio, senza una gamba, a quelli impazziti e a tutti coloro che inorridire è poco, se davvero riesci a pensarci.
Non avrei mai potuto abbracciarla, io, una religione che mi impone di starmi calma e buona, mentre la parte di pianeta che preferisco crepa e schiatta. Non è eticamente sostenibile una cosa così e – no, non preoccupatevi - non ho deciso di iniziare a sostenerla adesso. Anzi.
 
Visto che oggi – tra una cosa e l’altra – sono riuscita a procurarmi giusto un paio di orette per scrivere qualcosa di serio e sensato – e lo so che non se ne può più di certe leggiadrie, ma abbiate pazienza, che qualche volta i blog devono servire pure per sfogarsi e divagare dei cavoli propri, perché un analista vero proprio non me lo posso permettere, accidenti – approfitto finalmente per scrivere quelle cose che c’ho proprio sulla punta del mouse e che non trovavo né il tempo né la voglia di illustrarvi.
Mi tocca, però. Perché chiamare un blog “An-nisa” comporta pure delle responsabilità, vi pare?
E una non ci può linkare sopra quello che le pare, senza poi darne le dovute spiegazioni, posologia e precauzioni d’uso.
Le mie ragioni sono un po’ complicate, però cerco di raccontarvele con una storia: una storia che sicuramente tutti conoscete già e così per me è più facile dire quello che devo dire, senza stare a dilungarmi troppo ché non serve.
C’era una volta in America, non troppi anni fa, una certa setta semisconosciuta chiamata “Lost-Found Nation of Islam” alias NOI. L’aspetto positivo della Nation of Islam consisteva nell’obiettivo che intendeva raggiungere: elevare il livello di vita degli afro-americani. Per raggiungere tale obiettivo la Nation of islam aveva estrapolato dagli insegnamenti islamici un codice di comportamento, una “regola”, alla quale tutti gli adepti avrebbero dovuto inderogabilmente conformarsi, pena l’esclusione dal clan. Tutte queste leggi comportamentali venivano fatte rispettare dal cosiddetto “Frutto dell’lslam”, un vero e proprio esercito paramilitare.
L’esistenza di questo corpo addestrato oggi può sembrarci un assurdo, visto che basta parlare di “concedere” l’utilizzo dell’hijab alle musulmane e già si comincia a gridare alla fobia dello stato nello stato, a due-pesi-due-misure e “questi immigrati – quali? – vengono qua ad imporci le loro regole, ma se ne stessero a casa loro”, senza sapere che, per la maggior parte, a casa nostra stiamo, altro che immigrati! (Ma guardatevi intorno, babbini!).
Per quanto possa sembrarci strano pare che - nonostante l’incitamento all’odio contro i bianchi, il cavallo di battaglia della non-integrazione, della separazione totale dei neri dai bianchi, l’imposizione di “non confondersi con i bianchi”, le ferree regole del “non fare le cose che fanno loro, non usare i loro modi di dire, non frequentarli, non vestirsi come loro si vestono, non mangiare come loro mangiano” – la Nation of islam e il Frutto dell’Islam non vennero mai inquisiti, perché erano organismi strumentali al potere costituito.
Sì, strumentali.
La Nation of Islam non costituiva un pericolo per l’America, anzi. Mantenendo l’ordine interno, questa setta, riusciva ad arginare le eventuali scosse di ribellione – di vera ribellione - che avrebbero potuto autoalimentarsi ed infuocare un’eventuale sommossa civile.
Immaginate che cosa sarebbe potuto accadere se tutti i neri d’America avessero – tutti insieme – preso coscienza di colpo! Ma immaginate che forza, che rabbia, che rivoluzione, che guerra. Che Guerra!
Ecco perché io non sto con lo shaikh.
 
Ecco, io non m’inchino davanti ad uno shaikh.
Perchè una musulmana non dovrebbe inchinarsi davanti agli idoli, mi pare.
E poi io non servo chi – consciamente o no – serve l’America e i suoi sudditi e le sue multinazionali e i suoi oleodotti e arma i miei fratelli l’uno contro l’altro e concede al nemico miriadi di giustificazioni in più per stramazzarci tutti, chi in un modo chi nell’altro, noi, i musulmani.
Preferisco la rivoluzione, quella vera, io.
Al-Qaida è una furbissima invenzione che c’intrappola tutti, ma non lo vedete?
Certi urli che dovrebbero essere di battaglia arginano le nostre potenzialità rivoluzionarie, ci mettono gli uni contro gli altri, ci imprigionano, non ci liberano.
Iniziamo a sostenerli davvero ‘sti ragazzini che combattono al posto nostro, questi mujahidin affamati e disperati che stanno morendo anche per noi, comodamente sistemati nelle nostre sale di preghiera o nelle nostre case a discutere della liceità dell’utilizzo dell’aceto e del caglio.
Non possiamo permetterci di alimentare le fantasie oltraggiose di chi divide il mondo in terroristi e salvatori: siamo noi che dobbiamo spiattellare in faccia al mondo la cruda verità di quello che sta succedendo davvero. Siamo noi che abbiamo il compito di urlare l’ingiustizia del genocidio a cui, da anni, stiamo assistendo. Non possiamo permetterci di farci accecare da miti fasulli che servono solo ad aiutare il nemico a giustificare l’orrore, dipingendo i nostri fratelli come obbrobriosi carnefici dai quali occorre salvarsi con qualsiasi mezzo.
 
La parola è la mia unica arma ed ho deciso di usarla per il bene e per il vero. Di rifuggire la propaganda vana, di allontanarmi dai proselitismi spiccioli. Di distruggere i miti e gli idoli che accecano i mondi islamici contemporanei.
Perché non si può vincere una guerra senza lucidità e consapevolezza.
Perché dobbiamo stare svegli e attenti, per non cadere negli agguati.
Perché dobbiamo essere lungimiranti, per non farci mettere in trappola.
 
La parola è la mia unica arma ed ho deciso di usarla per il bene e per il vero.
Spero in molte e in molti decidano di fare altrettanto.
 
postato da: ksakinah alle ore 10:34 | link | commenti (29)
categorie: jihad

Commenti
#1   03 Dicembre 2007 - 11:13
 
C'e' un organismo che si chiama Consiglio Europeo della Fatwa -alcune fatawwa in italiano le trovate su islam online.it- Questo organismo e' compiosto da una trentina di shiyukh che conoscono bene oltre alla fede islamica anche la cultura occidentale.Forse hai sbagliato Sheikh poiche' una fatwa che va bene per l'Arabia Saudita puo' essere sbagliata per l'Italia.Quindi trovati lo sheikh che corrisponde al tuo modo di vedere e segui quello con intelligenza senza inchinarti.salam amina salina
utente anonimo

#2   03 Dicembre 2007 - 11:39
 
http://an-ni

[..] Io non sto con lo shaikh - Ma quella Khadi o come si chiama lei, quella di an-nisa, si sarà bevuta il cervello. - Ma sì, se n’è andata all’aceto, ormai, e non ce la recuperiamo più! - [..]
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#3   03 Dicembre 2007 - 12:52
 
Torno da un breve viaggio, e ritrovo il tuo viaggiare, sacrosantamente tuo, e di nessuno e nient'altro più, come sempre dovrebbe essere. Non s'è mai trovato un versetto che sia una linea dritta, opaca, ma solo e soltanto arabeschi di lettere consonantiche, ancestrali. Ti leggo e ti sillabo con impegno, come mi viene, insomma.
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#4   03 Dicembre 2007 - 17:20
 
Bismillah
Ti quoto sorellissima mia, ti quoto in pieno. Hai ascoltato l'intervista a Robert Fisk?A me è piaciuta parecchio, come mi piacciono tutte le cose intelligenti che dici tu. Non è un complimento gratuito, te lo meriti. Che Allah ta'ala ti ricompensi, amin! Un abbraccio, salam
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#5   04 Dicembre 2007 - 09:12
 
Amina Salina: "Forse hai sbagliato Sheikh " - Non so se si era capito, ma mi riferivo ad uno in particolare, diciamo allo "Shaykh" per antonomasia!!
;-)
Per il resto - ahiahiahi!! - sono troppo ignorante per dire alcunchè!

Per Abdannur e Ummzakaria: mi rendo conto che la mia percezione delle cose è del tutto arbitraria e non sono in grado di rispondere alle citazioni con le citazioni, però sono cosciente di cos'è che mi allontana da ciò che amo chiamare islam e, quando sento quella specie di rigetto, reagisco, perchè non credo sia giusto farmi portar via ciò che ho conquistato con tanta fatica.
Credo sia una specie di autodifesa istintiva. Non ce le ho le prove!! Però mi fa piacere constatare che abbiamo "un sentire" comune.

Salam wa Rahma e buona giornata a tutti
khadi sloggata
utente anonimo

#6   10 Dicembre 2007 - 16:22
 
Quando ti leggo, mi viene da pensare che il tuo Islam è tutto quello che non credo possa esistere in una religione... ma poi vedo ceh interpreti anche le altre religioni in un modo tutto tuo e allora ogni tanto passo di qui.
un caro saluto kim
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#7   10 Dicembre 2007 - 17:40
 
Salam, io invece la vedo molto islamica, la cara sorella Khadi, soprattutto quando scrive post di questo tipo.

Mannagg... sono in disaccordo con Kim :(

Strano, non era mai successo :DD

Scherzo, nè!

Salam e ciao, Aisha.
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#8   10 Dicembre 2007 - 18:50
 
Scusa, non ho capito, con quale shaykh non stai? (o meglio, mi sembra di aver capito, ma chiedo conferma).

Senti, posso citare una parte di questo post nella mia tesi?

Un abbraccio halal.
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#9   10 Dicembre 2007 - 20:00
 
Scusa, ho letto un po' di commenti e adesso ho capito.
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#10   10 Dicembre 2007 - 21:00
 
Gulp! Le mie eresie in una tesi di laurea? Sarà pericoloso! k.
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#11   11 Dicembre 2007 - 00:32
 
Solo se vuoi, e naturalmente citerò dal blog, senza nomi e cognomi. E' che trovo espresso qui con estrema chiarezza un concetto (il rapporto tra una certa concezione dell'Islam e l'ingiustizia) e non credo che sarei capace di esprimerlo con parole mie in modo migliore. Anzi, se tu fossi disposta ad un'intervista, sarebbe fantastico ( mi serve per la tesi, certo, ma fino ad un certo punto; è anche interesse e curiostà personale). Senza impegno, sia chiaro.
Per lo scopo della tesi, a me dell'ortodossia musulmana non importa :)))
Se invece non vuoi, non ti preoccupare, capisco benissimo :), e resti una blog-amica.
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#12   11 Dicembre 2007 - 00:34
 
Il verbo "inkafirarsi" è stupendo. I musulmani italiani lo usano davvero?
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#13   11 Dicembre 2007 - 00:47
 
Aggiungo ancora (perdona la sequela di commenti e cancella se vuoi!).

In bse alla definizione di Islam che dai in questo post, io sono musulmano (quindi puoi sposarmi :)) ) anche se in realtà l'Islam è anche tutta una serie di altre cose che io non condivido e non sento, anche se per me Gesù Cristo è il Figlio di Dio ed è morto sulla croce. Infatti, non mi sono presentato in nessuna moschea per dire la shahada, e per adesso non credo che lo farò.
Io sono convinto che il cristianesimo contenga (ed in certi casi, soprattutto nel mondo potestante, ma anche tra i Cristeros cattolici del messico, per dire, lo esprime) la stessa richiesta di giustizia di cui tu parli.
Odiare l'oppressore... io credo che l'insegnamento della mia fede sia ancora più terribile: combatterlo, anche fino alla morte di uno dei due, se necessario, ma SENZA odiarlo.
Amarlo, e al tempo stesso affrontarlo con la spada (sono un completo inetto con qualsiasi arma, per la cronaca, sono chiacchere da tastiera e poltrona). Era l'ideale (non la realtà) cavalleresca, sia nell'Islam che nel Cristianesimo, una volta.
Astaghfirullah.

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#14   11 Dicembre 2007 - 04:23
 
Bismillah
La precisazione di Falecius è interessante: combattere il nemico senza odiarlo. Sembra un po' un ossimoro. Va de sé che un nemico (qualcuno che ti opprime, che usurpa i tuoi diritti, che commette dei crimini, non puoi amarlo,a meno che non esista un sentimento che non è né amore né odio). Forse la parola "odio" è un po' forte in certi casi, ma in altri, in casi in cui la violenza e la malvagità sono plateali ci sta tutta. E' un sentimento umano senza il quale, probabilmente (non voglio addentrarmi in disquisizioni psicologiche) non riusciamo a distinguere e soprattutto a fare applicare la giustizia. Credo che il discorso "non odiare il nemico" sia troppo ambiguo perché apre le porte a certe forme di buonismo che poi impediscono di applicare la giustizia come si deve. La forma più corretta, secondo me, è quella contenuta nel Corano: "Che l'odio per un popolo non vi porti ad eccedere..." (sto citando a memoria, non so se letteralmente il versetto suona cosi', astghfirullah!). Da una parte si legittima l'odio per il nemico (qualcuno che commette crimini di una certa gravità, mica il vicino di casa che si lamenta del rumore dei bambini!) ma dall'altra si raccomanda l'autocontrollo per evitare gli eccessi che portano a loro volta ad un'ingiustizia. Lo trovo straordinario, per la limpidezza e la concisione: quale essere umano avrebbe potuto pronunciare una frase di tale perfezione? E' questo che mi piace dell'Islam: c'è la risposta a tutto, basta cercare e quali risposte! ma sha Allah!subhana Allah!Alhamdulillah che mi ha reso musulmana e che Allah ta'ala mi faccia morire musulmana e guidi questa ummah che non c'è e tutti coloro che cercano la verità! amin!
salam wa rahmatullah
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#15   11 Dicembre 2007 - 20:35
 
Nessun problema Fal. La questione della "pericolosità" voleva essere una cosa ironica, nel senso che divulgare le mie eresie è senz'altro una cosa pericolosa per il mondo ;-)
Ci sentiamo presto.
k.
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#16   11 Dicembre 2007 - 20:41
 
Un saluto speciale a Kim che ritrovo con piacere!
Belle le meditazioni sulla questione dell'"odio" e ve ne ringrazio.... magari ci torneremo un po' su, prossimamente, se vi va.
Khadi
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#17   12 Dicembre 2007 - 10:28
 
x Ummzakaria,
invece decisamente per me un tale frase è scritta da uomini per gli uomini... non ci vedo nessun miglioramento della condizione umana, nessuna tensione! Solo uno sfogo più o meno controllato. PIù o meno, perché cosa significa non eccedere? dov'è il limite dell'eccedere, per me puo' essere una cosa per te un'altra. Semplicemente ambiguo e appunto umano!!!
In ogni caso concordo pienamente con il post di Falecio.
E ringrazio Kahdi del saluto speciale, che oltre ad essere una conterranea, trovo che scrive magnificamente!!!
Un caro saluto Kim
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#18   12 Dicembre 2007 - 10:48
 
Scusa ancora l'intrusione Khadi, ma c'è una cosa che davvero non capisco, come puoi percerpire il cristianesimo come una religione che ti chiede di starti zitta e buona... per me è essattamente il contrario!!! Avere il coraggio di denunciare quello che non va, portare avanti una vita che metta in pratica gli insegnametni di Cristo, non mi sembra proprio quello che si possa definire stare zitti e buoni. Quante persone si adoperano per migliorare questo mondo, il non farlo in modo eclatante, con spada e cannoni, non significa che se ne stiano buoni nelle loro case a guardare il telegiornale sprofondati in poltrona. C'è gente che mette a repentaglio la propria vita per seguire quella di Cristo, mettendo davanti altre esigenze che non quelle egoistiche.
No, mi dispiace, pensare che il cristianismo siano una religione per pantofolai, lo trovo innanzittutto falso e poi ingiusto, ingiusto nei confronti di tutte quelle persone che fanno realmente qualcosa per gli oppressi, per le vittime di guerre, o semplicemente per lo sconosciuto che incrociamo per strada.
Ok, tu odi e poi??? Che cosa fai???
Scusa le precisazioni, ma non potevo passare senza farle.
Un caro saluto Kim
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#19   12 Dicembre 2007 - 11:01
 
Kim, scusa se faccio un appunto, ma non mi sembra che hai colto il significato giusto di quello che voleva dire Khadi e di quello che volevo dire io, anche perché il discorso sarebbe un po' più lungo e oggi proprio sono troppo stanca per riorganizzare le idee, ma magari un altro momento ci torno su e ti faccio sapere. Intanto, buona giornata!
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#20   12 Dicembre 2007 - 11:42
 
Ummzakaria, se non ho colto il significato giusto di quello che volevate dire tu e Khadi, sono contenta! Significa che le cose sono diverse da come le avevo percepite. la prima ad essere sollevata, sono io, perché per me era un dolore pensare che ci fosse qualcuno che intrepretasse le cose in quel modo.
Grazie per l'appunto, in ongi caso aspetto il momento in cui potrai spiegarmi.
Un caro saluto Kim
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#21   14 Dicembre 2007 - 12:26
 
Distinguiamo fra ideologia e spiritualità. Se si vuole combattere l'ingiustizia e l'oppressione causata da un nemico esterno, allora ci si deve affidare all'ideologia: marxismo, islamismo, fondamentalismo cristiano, neoliberismo, fascismo..poi c'è un altro modo per combattere l'ingiustizia e l'oppressione: cioè combattere contro l'oppressore che è in ognuno di noi, l'ego, quello ad esempio che ci fa sostenere che "la mia è l'unica religione che..". Se ognuno di noi intraprende il proprio percorso spirituale e riesce a dominare l'oppressore che c'è in lui, non vi saranno più oppressori al mondo.
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#22   16 Dicembre 2007 - 18:46
 
Il mio era un discorso politico-religioso, non certo spirituale. E' lampante che sia esistita una differenza politica notevole tra Martin Luther King e Malcom X. Ognuno di essi, a suo modo, ha combattuto per la giustizia, ma la modalità, almeno inizialmente, è stata completamente differente. Politicamente l'islam può avere la forza di svegliare le masse, facendo leva su delle corde psicologiche, molto potenti, proprio grazie a questa forza che ti evoca dentro, questo "urlo" che ti invita a insorgere... Ehm... cioè, a ma ha fatto quest'effetto e non mi pare sinceramente di essere la sola. Chiaramente ci sono anche molti governi che usano l'islam per tenere a bada la gente, questo è ovvio. Se pensiamo a certe zone di campagna a nord del Pakistan in cui i pakistani commerciano schiavi cinesi, sostenendo che per loro è una cosa lecita, 'perchè sono musulmani', è nettamente evidente come l'islam si presti a strumentalizzazioni di vario tipo.
Voglio semplicemente dire che ogni religione ha le sue peculiarità, sennò che gusto ci sarebbe a scegliersene una?
Un grosso saluto a Salaam, alla quale ho da poco scritto in pvt e sono in attesa di risposta...
A presto.
Khadi
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#23   17 Dicembre 2007 - 14:50
 
Rispetto la tua visione, ma non la condivido: io credo che risvegliare le masse, organizzarle, farle insorgere, ecc sia compito delle ideologie e dei partiti politici e non certo della religione. Secondo me la religione parla al cuore di ogni singolo individuo, non alle masse. Poi io credo che non sia questione di scegliere una religione, ma di accoglierle tutte dentro di noi, presupposto per poi poterne praticare una in modo consapevole.
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#24   17 Dicembre 2007 - 20:24
 
Un'ottica a volo d'uccello, la tua, cara Salaam!
Un abbraccio.
Khadi
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#25   18 Dicembre 2007 - 14:53
 
Sua Altezza Reale Abdallah (hafidahullah) allora pricipe reggente, alla televisione saudita, dopo gli attacchi terroristici di Al Qaida in Arabia Saudita:

"Questa è seduzione. Tutti sapete chi c'è dietro a tutto. Il sionismo è dietro. E' diventato chiaro ora. E' diventato chiaro a noi. Non lo dico, lo intendo … non è al 100%, ma al 95% sicuro che le mani sioniste sono dietro a ciò che è successo".
"Cosa possiamo fare, essi (i perpetratori) sono figli nostri. Sono stati sedotti e ci sono cascati".
"Ma per noi, la volontà di Allah è tutto. La volontà di Allah è tutto. Ma ciò che noi e voi dobbiamo fare è essere pazienti, riflettere e agire, perché ora anche il silenzio … anche chi rimane in silenzio sarà accusato di essere uno di loro. Pure chi tace…"
"In passato, abbiamo detto che forse gli stranieri li avevano sedotti, e così via. Ma stiamo parlando dei nostri figli che hanno ucciso i loro fratelli, ucciso coloro che vi proteggono. L'apparato di Sicurezza Generale protegge voi, le vostre famiglie e i vostri figli. Hanno preso coraggio da Satana. Sono gli aiutanti di Satana. Sono i tirapiedi di Satana e dell'imperialismo…"
"Ma potete star certi al 100% che, con il volere di Allah, questo paese ne uscirà vittorioso, qualunque sia la fazione nemica. Siamo convinti che il sionismo è dietro a tutto. Questo è stato dimostrato, non dico al 100%, ma al 95%".

utente anonimo

#26   18 Dicembre 2007 - 16:41
 
Bismillah
Con tutto il rispetto salaam, questa è la tua visione ma non è questo che ci insegna l'Islam. L'Islam è un modo do vivere globale che comprende tutti gli aspetti della vita individuale e sociale basandosi su regole che Allah ta'ala ci ha rivelato e che un musulmano ritirnr giuste (anche se magari non gli piacciono o non le capisce) perché vengono dal Suo Creatore, l'Essere Perfetto che sa che cosa è giusto oppure no.
Salam
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#27   22 Dicembre 2007 - 17:53
 
Ho inserito la citazione nella tesi, con rimando al tuo blog. :)
Baci.
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#28   22 Dicembre 2007 - 20:20
 
Gulp! Meravigliosi 'sti veneziani! Non credo che tutti gli "accademici" permettano di citare i blog!
Cmq grazie per il lustro!!!
;-)
K.
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#29   12 Marzo 2008 - 15:39
 
Bismillah
So che torno con molto ritardo ma non mi piace lasciare domande in sospeso. La precisazione che chiedeva Kim su quali sono i limiti per non eccedere, limiti che secondo lei ognuno stabilisce e quindi questa sarebbe la prova che i versetti del Corano sono di origine umana e non divina (se ho capito bene quello che voleva dire): in base alla shari'a, ovvero la legge islamica basata sul Corano e la Sunna e applicata da giudici islamici (non certo da unno qualsiasi), prevede delle pene ben definite in base al crimine commesso, preponendo in certi casi (ben definiti anch'essi dalla legge) il perdono da parte della prte lesa come soluzione migliore, ma queste sono delle linee guida, poi la giustizia viene applicata in base al singolo caso. La differenza tra il cristianesimo e l'Islam per quanto riguarda la guerra, ad esempio, è che nel Cristianesimo la guerra è condannata sempre e comunque, mentre nell'Islam no, nell'Islam è lecito ricorrere alle armi per autodifendersi. Insomma, non si puo' negare che nel Cristianesimo sia molto forte il "porgi l'altra guancia" mentre nell'Islam no. Un concetto basilare dell'Islam é che il mondo è uno spazio chiuso, limitato all'interno del quale agiscono due forze, il bene e il male. Più il male va avanti, più il bene retrocede e per fare avanzare il bene è necessaria a volte la forza, se no il male prende il sopravvento e occupa tutto lo spazio a disposizione. I modi e i termini per applicare la forza non li stabilisce il singolo ma all'interno di uno stato islamico li stabilisce l'emir su consiglio dei sapienti che valutano la situazione in base agli insegnamenti del Corano e della Sunna. Quello che sta succedendo oggi nei paesi musulmani è il caos. Non facciamo quindi paragoni quindi tra quello che in teoria dovrebbe essere ed è stato in passato all'epoca del Profeta Muhammad saaws e dei suoi compagni (quando cioè la legge islamica veniva applicata correttamente) e quello che succede oggi nei paesi islamici dove regna il caos. Spero di aver chiarito, inshAllah.
saluti per Kim
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