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venerdì, 31 ottobre 2008

Rileggo un attimo una mail ricevuta qualche settimana fa e mi rendo conto che in realtà mi sono messa a parlare di altro al posto di rispondere... boh! Sto un po' confusa?
Diceva: Diciamo così, Dio è verità e Satana è illusione; quindi l'autenticità e la sincerità, ovunque portino, stanno con Dio e non con Satana. Quadra la mia giustificazione teologica del tuo blog?
E a me pare decisamente troppo “sufismo moderno”, per essere un interpretazione di arabeschi e mi dà da pensare. Davvero si capisce questo? Io la metto così. Qua sembriamo semplicemente tanti automi che aderiscono ad un codice prestabilito senza mai interrogarsi su nulla e invece non siamo per niente così, visti da vicino. Si ha un'enorme paura di dare dell'islam un'idea sbagliata all'esterno e quindi per questo ci si astiene dal manifestare se stessi e la propria peculiarità, come se un vero musulmano non dovesse più avere un'individualità. Eppure l'islam non è semplicemente ciò a cui aderiamo, un codice, una regola, un clichè, ma la nostra vita tutta intera, un cadere e rialzarsi senza fine, uno stare costantemente in bilico, chi più chi meno. Se si nega questo, si nega il senso profondo dell'islam che è la religione che concepisce l'idea che un ribelle pentito come Adamo possa essere un profeta e uno dei più importanti. Quindi non può caratterizzarci l'essere perfetti - o peggio robotici - che è solo utopia, e pure un’utopia malconcia, ma avere una direzione e tenersela a mente. Camminare e non sostare.
L’autenticità e la sincerità sono certo ottime cose, ma a me sembra che la cosa più importante sia il dilemma quotidiano che abbiamo dentro, non il regolarsi né l’esprimersi, ma la lotta tra il regolarsi e l’esprimersi. Insomma, per farla breve, essere ossessivamente ponderati, fermi e controllati, mi pare una cosa da frustrati che mal si addice al musulmano, ma essere autentici e sinceri e anche fieri della propria incapacità di autoregolarsi mi pare una roba più da hippies. Che islam è?

postato da: ksakinah alle ore 16:07 | Link | commenti (2)
categoria:metafisica
venerdì, 31 ottobre 2008

Questo blog è spudoratamente inattivo. Di cose da scrivere forse ne avrei, ma occorrerebbe riorganizzarle e credo non sia il momento. La notte non mi alzo più ispirata dalla voglia di scrivere post, ma angosciata dalle prescrizioni da verbalizzare in cantiere. Quindi, al posto di scrivere post, scrivo bozze di verbali, di certo molto meno ispirati ma molto più rassicuranti in questo momento.
Tuttavia continuo a rimanere inebetita dalla questione che a me pare porsi come sufi-contro-wahabiti, argomento che ho sempre ritenuto un problema puramente politico, montato alla perfezione dall'interno per fare solo interessi esterni all'islam.
In particolare segnalo la questione sollevata dal Minichini sul blog di Fatma e una possibile scientifica risposta, nel penultimo post del blog Fussilat.

postato da: ksakinah alle ore 11:43 | Link | commenti (2)
categoria:metafisica
venerdì, 17 ottobre 2008

2Geome03[1]Sta lì e aspetta. Per anni aspetta in silenzio. Poi  il momento critico arriva e non c'è verso. Succede d'improvviso, che una lo voglia o no.
Anni. Passati a rimproverarsi gli sbagli e a maturare paure. Anni a ripetersi che tutto doveva avvenire in modo diverso, che c'è bisogno di calma, pazienza e lucidità, che non serve a niente incocciare e puntare i piedi e intestardirsi e impazzire. Anni, e così tu adesso rimani lucida e stoica a guardare attonita questa vita che  t'impazzisce tutt'intorno comunque, nonostante te.
E allora, dai, non era tutta colpa mia! Insomma!
E quindi? Che si fa?
Si rinuncia, si puntano i piedi, si parte di nuovo in quarta per l'avvio dell'ennesima catastrofe?
Ma certo. Potrei anche scappare a gambe levate e - perchè no? - decidere di non avere più niente a che fare con l'islam, i musulmani, i datteri e la luna nuova e vivermi finalmente serena e tranquilla la  meritata kafiraggine in santa pace. Ma so già che non succederà. Che qualcosa, Qualcuno, verrebbe a prendermi per i capelli e non riesco a capire perchè. Che non c'è verso di dimenticarselo l'islam, non c'è modo di toglierselo dalla testa e gli anni passano ed io sto sempre qua, a vivermi una vita virtuale fittizia e nonostante tutto - la comunità che non esiste, i divorzi islamici non garantiti, le prescrizioni dettate a mo' di ricetta del medico -  non mi schiodo e non mi rassegno e non c'è niente da fare. E, manco a farlo apposta, quando proprio sono esasperata e non ce la faccio più e tutto sembra come crollare, ecco che succedono le cose: un caffè amaro col limone spremuto dentro, una doccia ghiacciata, un cucchiaino di miele. (Menomale che c'è anche il miele).
E quindi?
Quindi una fa quello che deve fare e poi, per il resto, s'affida. No, aspetta, non capire male. Non nel senso che si fa trasportare dalla corrente come in un sogno, inconsapevolmente, seguendo più l'istinto che la fede. S'affida nel senso che s'affida proprio. S'affida, ecco.
Dici che così non si risolve niente? Vabbé, ma allora  che fede sarebbe, scusa?
A intestardirsi e credere di farsi la vita con le proprie mani son capaci tutti, eh.

postato da: ksakinah alle ore 02:21 | Link | commenti (6)
categoria:intimerie
mercoledì, 15 ottobre 2008

Potrebbe succedere da un momento all'altro, all'improvviso. Un Principe Scuro planerebbe a bordo del suo elicottero diafano sul tetto di casa mia e sarebbe un barbuto wahabita-salafita dai modi delicati e con in tasca  l'hadith giusto al momento giusto e un po' di datteri.
E sì, sarebbe un barbuto wahabita perchè se una il proprio Principe deve sognarselo, se lo sogna come meglio crede e come le piace e a me piacerebbe così. Barbuto e wahabita. Soprattutto wahabita. Ehm... no, non è una parolaccia, dai.
Praticherebbe la religione tutta intera, il mio principe, e non a metà o a pezzettini e quindi, in quanto profondamente integralista, sarebbe pure uno che non ti si mette a rompere le scatole, chiedendoti di fare questo e quello, oppure - peggio - obbligandoti, ma mi lascerebbe libera di scegliere come, cosa e quando e magari tollererebbe anche che io possa continuare a chiedermi ogni tanto qualche perchè.
E mettendo da parte tutte le difficoltà pratiche, tipo come e dove parcheggiare l'elicottero sul tetto a falde di un palazzo storico, entrerebbe nella mia vita in punta di piedi, senza pretendere di sconvolgerla e terremotarla, senza distruggere nemmeno un soprammobile, perchè tanto non è di un bulldozer che ho bisogno, proprio no. A distruggere basto io, non mi serve chi m'aiuta.
Ecco, io penso che lì per lì sarebbe un po' difficile, soprattutto perchè non ho idea di quanto tempo potrebbe durare questo lì per lì. Io, con il jeans e la chioma al vento tinta di biondo, che corro da un cantiere all'altro, da uno studio all'altro e il tecnico comunale, l'elettricista, il piastrellista e il movimento-terra, col mio lavoro da maschio in un mondo di maschi e lui che, ligio al dovere islamico, applica la sunna intregale e non si fa sconti e manco ci pensa e le colleghe non se le fila di pezza. Alla faccia mia.
Io, con i soliti casini familiari, che combino un pasticcio dietro l'altro e mi sembra di dar pugni sui muri, perchè tanto non faccio male che a me, e lui, tranquillo, stoico e rigoroso, che va dritto per la sua strada luminosa e quasi mi sembrerebbe di sporcargliela, la strada, tanto mi pare integro e lontano e troppo perfetto per me.
Ma certo, se proprio devi sognarti un Principe, meglio immaginartelo appunto perfetto e anche troppo perfetto, che fa? Tanto è solo un sogno e mica devi meritartelo, un Principe così, quando prende e ti arriva nei sogni! Rilassati, dai!

postato da: ksakinah alle ore 03:20 | Link | commenti (8)
categoria:intimerie
mercoledì, 01 ottobre 2008

E invece no. E che ti scopro ieri sera? Che ce li ho io, qui nella tasca, i riferimenti filologici che andavo cercando e che non mi sto inventando niente, perchè esiste un islam dolce e puro, anche nella "letteratura di settore". Una scintilla, e di colpo mi ricordo. E così mi sono andata a ripescare una delle letture preferite di ramadan e, toh, c'è tutto, almeno tutto quello che per il momento può interessare me e che, guardacaso, si accorda perfettamente al mio modo di sentire. Argomento in pole position nel mio hard disk, scaricato anni fa dal sito Islamiqra.

postato da: ksakinah alle ore 10:15 | Link | commenti (10)
categoria:metafisica, intimerie