Firma anche tu la petizione e aiutaci a liberare un uomo innocente
A me la retorica della memoria relativa all'olocausto ha sempre dato un tremendo fastidio. Tutti bravi, a posteriori, a ricordare l'orrore, lo scempio, il male, la brutalità, l'assurdo, l'agonia, la follia, la disumanità e tutto quello che vi pare e piace. Tutti insieme a piangere sul latte versato e a promettere "mai più", ma assolutamente ciechi di fronte a quello che sta succedendo ancora, e ancora e ancora, mentre placidi e sereni continuiamo a ripetere tutti stizziti e vigliacchi, il solito e noioso mantra perbenista del "mai più".
Si tratta di essere tordi, ubriachi o cosa, scusate?
Quindi, perdonatemi, ma non posso evitare di rabbrividire al pensiero che esistano enciclopedie, saggi, tomi ed elucubrazioni di ogni genere sulla sho'ah che, a posteriori - e ci tengo a sottolinearlo questo a posteriori -, si esercitano nel nobile esercizio del "ricordare".
Terrore e miseria del Terzo Reich, si chiama. E' stato scritto tra il 1935 e il 1938, mentre i fatti accadevano, quindi. Non ricorda un bel niente Brecht, ma, semplicemente, guarda. Racchiude ventitré scene drammatiche di ordinario orrore, rappresentando come ognuno di noi, oggi come allora, prende parte ad un olocausto perenne in modo vigliacco e subdolo, ma con piglio assolutamente naturale. Qui un amaro assaggio. Qui un pezzettino di me.
Quindi dilettatevi pure, signore e signori, a pensare a quanto erano cattivi, schifosi e depravati quei carnefici lì, i nazisti. E magari pure a quanto erano vigliacchi e ancora più biechi quei tedeschi lì, gli "ariani", con il cervello imbastito di schiocchezze auliche e surreali e il mito del sangue, della razza e dell'identità.
Io preferisco denunciare quello che mi succede sotto il naso e non posso tollerare che ci si sgoli così tanto tutti insieme per "ricordare", mentre di fronte agli orrori reali ci comportiamo esattamente come i personaggi di Brecht.
Meno di mille adesioni per una campagna a sostegno dei diritti umani che ha fatto, ormai, il giro del web. E questo succede oggi e succede oggi perchè oggi come allora la gente ha paura di mettersi dalla parte degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali e degli oppositori politici del Terzo Reich. Se ci fosse un Hitler in circolazione, di 'sti tempi, avrebbe proprio la strada spianata. E questo lo dimostra.
P.S. Invitata da Falecio a partecipare a questa cosa, non invito nessun altro perchè, davvero, non mi pare il caso. Piuttosto, per favore, chi non lo ha ancora fatto si dia una mossa a firmare e a far firmare la famosa petizione per Abou Elkassim Britel libero.
· Quando, per esempio, di pregare hai proprio voglia e non lo fai solo perché devi e riesci a procurarti il tempo felicemente e senza traumi.
· Quando non t’interessa fare tutto, ma far bene quel poco, senza starlo a sbandierare ai quattro venti.
· Quando metti da parte l’elenco della spesa [1] per ricominciare da capo piano piano, come ti dicevano gli arabi, mentre tu non gli davi retta, perché “sai quante bida’!” e presuntuosa che non eri altro.
· Quando ti ricordi che essere musulmana non ti esime dall’essere una persona gentile e gradevole e magari anche eticamente corretta. Possibilmente, sì, corretta.
· Non farsi le sopracciglia;
· entrare in bagno con il sinistro;
· un metro di hijab, almeno;
· non ridere in pubblico;
· non salutare i kuffar;
· non parlare troppo forte;
· non incrociare lo sguardo di un passante;
· non incrociare lo sguardo dl tuo interlocutore, se è maschio (e come si fa? E non lo so, ma si fa così e quindi si fa! Va bene si fa!).
La petizione per l'immediata liberazione di Kassim è appena stata inserita sul sito di petitionOnline. E' rivolta al Governo italiano, alla Commissione europea e al Parlamento europeo.
Chi, sin d'ora, vorrà sostenerci inoltrando subito la propria adesione, sarà al nostro fianco tra i primissimi firmatari del documento.
Invitiamo tutti a diffondere ovunque la voce di Kassim.
Di seguito, il testo del documento. >>>